Dipendenza affettiva e narcisismo: l'incontro fatale. Quali ferite, bisogni e illusioni per entrambi.


Dipendenza affettiva e narcisismo: due polarità che, quando presenti nella relazione amorosa, si incontrano e si scontrano. Un cocktail esplosivo dove si possono alternare attrazione fatale e accesa incompatibilità. Sono le relazioni impossibili. (dipendenza affettiva e narcisismo suonano come etichette, ma non intendono ridurre nessuna persona a un'etichetta; siamo esseri complessi e l'obiettivo è semplicemente quello di far luce su determinati aspetti di personalità e sul loro significato, aprendo alla riflessione sul fatto che ognuno di noi è ben altro e su quanto sia doloroso confinarsi a dei ruoli e vivere gli stessi copioni).

Chi manifesta elementi di dipendenza affettiva può essere terribilmente attratto da chi presenta tratti narcisisti e viceversa. Perché? Per il fatto che apparentemente l'altro sembra cogliere appieno i nostri bisogni, ma in realtà è l'ultima persona adatta a soddisfarli e a completarci.


La persona che conosce la dipendenza affettiva porta i segni di un bisogno d'amore e accudimento insoddisfatti e intravede nel partner con tratti narcisisti delle caratteristiche che lo rendono un potenziale "salvatore". Questo partner sembra portare una promessa di appagamento alla quale è difficile resistere: appare sicuro di sé, capace, originale, carismatico, pieno di risorse, speciale, apparentemente protettivo e passionale (..teatrale), sognatore; e a suo modo fa sognare proprio chi ha più bisogno di sogni per riscattarsi dal senso di mancanza. Ma dietro al luccichio di grandi promesse c'è una terribile paura se non incapacità a lasciarsi andare. (Queste sono alcune delle caratteristiche della personalità narcisistica, ma ovviamente, ripeto, non rendono conto della complessità di ogni singola persona; sono etichette riduttive, che però possono aiutare a comprendere ciò che sta dietro a determinati atteggiamenti).

Per quanto riguarda il partner con caratteristiche narcisistiche, egli, incontrando il partner con aspetti di dipendenza, andrà a soddisfare il suo personale bisogno di riconoscimento, valore ..e controllo.


Più ci si muove verso l'altro con il proprio bisogno che preme per essere soddisfatto, più diventa facile agganciare persone incapaci di soddisfarlo, ma anche in difficoltà a soddisfare dei comuni bisogni. 

I desideri impossibili attraggono persone impossibili.

Se abbiamo una ferita affettiva aperta e non siamo noi a prendercene cura ma chiediamo all'altro di sanarla, è probabile che troveremo chi non solo non sarà in grado di farlo, ma anzi userà il nostro bisogno come esca per avvicinarci e come specchio per esaltare il suo valore e il suo potere, ossia per lenire il suo senso di inadeguatezza e di umiliazione (tipici della ferita narcisistica). 




Cosa accade in questo tipo di relazione?

Accade che i due partner sognano (perché desiderano ardentemente) qualcosa che non c'è, che non potranno raggiungere, che corrisponde al loro bisogno insoddisfatto. L'illusione può finire presto e a volte in maniera brusca; o alle volte è pronta a riaccendersi in maniera effimera nei momenti in cui viene minacciato il distacco. 

Ci si incontra, o meglio scontra, nel bisogno e non nella reale conoscenza: l'altro è visto in funzione del soddisfacimento del proprio bisogno, che deriva dalla propria ferita, quella della mancanza affettiva da un lato e quella del senso di inadeguatezza e umiliazione dall'altro. 


Se la relazione si basa sul bisogno, si cade più facilmente in ruoli che continuano a girare su se stessi: la vittima e il carnefice/salvatore. Ma questi ruoli non affermano i due partner nella loro complessità, anzi, li intrappolano in un passato doloroso e non permettono loro di esprimersi pienamente ed evolversi in tutta la loro profondità e umanità.


Liberare la relazione dal retaggio dei propri bisogni antichi significa darsi la possibilità di conoscere l'altro realmente.

E' pericoloso muoversi alla ricerca di un partner quando ci si sente in condizione di bisogno e forte vulnerabilità, perché il rischio è quello di cercare l"altro" per tamponare le "proprie" ferite e questo non farebbe che perpetuare sofferenza; la fretta di trovare un partner potrebbe non dare il tempo di scegliere chi davvero è compatibile con sè e chi potrebbe esserci realmente.

La chiave di tutto sta ancora una volta nel riconoscimento e nella cura della propria ferita, lungo il cammino verso l'autocentratura che porta a svelare la realtà di se stessi come esseri complessi e irripetibili.

Allora arriverà la conoscenza di un altro, e si potrà guardarlo e viverlo nella sua complessità e irripetibilità.


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